Nella magica cornice del Tartarughe Barbottega, l’artista e compositore Patrick Paulin ha inaugurato la settimana dell’arte romana con Contemplation, un’esperienza immersiva e multisensoriale che ha trasformato la serata in un autentico rito collettivo.
Parte del programma ufficiale della Rome Art Week 2025, l’evento ha incarnato pienamente lo spirito della manifestazione: abbattere i confini tra discipline, linguaggi e sensibilità, aprendo varchi verso nuove forme di percezione e presenza.
Fin dai primi istanti, Contemplation si è rivelato non come una semplice performance, ma come uno spazio rituale condiviso, in cui musica, danza, pittura e parola dialogavano in una drammaturgia invisibile.
L’apertura della serata è iniziata con la presentazione e il benvenuto da parte di Patrick Paulin, che ha introdotto il pubblico all’esperienza di Contemplation e al suo significato come spazio di ascolto e presenza condivisa. Successivamente, è stato proposto l’album Molecular, composto da Massimiliano Moschella e prodotto dallo stesso Paulin, presentato in una listening session guidata in cui il pubblico è stato invitato ad ascoltare a occhi chiusi, in una sorta di meditazione collettiva.
In quel silenzio sospeso ha preso forma la danza di Rozenn Corbel, un momento di rara intensità. La performer ha attraversato lo spazio con grazia magnetica, tracciando movimenti essenziali e ipnotici che sembravano nascere dal suono stesso. Accompagnata dalle vibrazioni profonde di Molecular, la sua presenza ha dato corpo alla musica, trasformando la contemplazione in gesto.
È stato un istante di straordinaria precisione emotiva, in cui il pubblico, immobile, ha seguito ogni movimento come si segue un respiro condiviso, lasciandosi condurre in una forma di contemplazione in movimento.
Da quel momento, il tempo ha iniziato a dilatarsi: luci soffuse e un tessuto sonoro costruito con precisione chirurgica hanno accolto gli spettatori in un’atmosfera sospesa tra suono e silenzio.
Con la sua consueta eleganza tecnica e poetica, Patrick Paulin ha diretto la serata come un regista d’orchestra, guidando i partecipanti attraverso un percorso che intrecciava musica elettronica, performance visiva e gesto scenico. Nulla era lasciato al caso: ogni transizione, pausa e luce contribuiva a costruire un’esperienza di ascolto profondo e collettivo.
Il pubblico, inizialmente spettatore, si è progressivamente trasformato in presenza attiva, parte integrante di una partitura fluida che superava il concetto tradizionale di spettacolo.
In un’epoca segnata da frenesia e distrazione, Contemplation si è imposto come atto di resistenza estetica: un invito a rallentare, a riscoprire la dimensione contemplativa dell’arte, a lasciarsi attraversare dal suono e dal silenzio.
Molti tra i presenti hanno descritto la serata come “una sospensione dal mondo”, “un rito laico di comunione sensoriale”, “un’esperienza che non si guarda, ma si vive”.
Con questo progetto, Patrick Paulin ha confermato la sua posizione di figura di punta dell’avanguardia artistica contemporanea, capace di costruire ponti tra spiritualità e creazione, tra individuale e collettivo.
Contemplation non è stato solo un evento, ma una trasformazione condivisa, una notte in cui Roma si è fatta tempio dell’arte contemplativa, lasciando un’eco profonda nei cuori di chi c’era, e proprio prima della fine, quando Caterina Palazzi, Andrea Polinelli, Massimiliano Moschella e Patrick Paulin hanno suonato insieme, si è raggiunta la vetta estatica. In quel momento tutto si è compiuto: il suono si è fatto respiro, il gesto si è dissolto nel tempo e il pubblico ha percepito la consacrazione della contemplazione.
Un equilibrio raro, in cui musica e silenzio si sono fusi in un’unica vibrazione collettiva, sospesa tra la lucidità dell’ascolto e l’abbandono dell’estasi.
La serata si è conclusa come laboratorio creativo riuscito, in cui musica, danza e pittura si sono fuse in un’esperienza unica e memorabile.
Gli ospiti
La serata è stata arricchita dalla partecipazione speciale di Silvio Mancini, ingegnere del suono che ha curato il mixing dell’album Molecular presso la Marana Studio di Roma. Una volta affidatagli la parola, Mancini ha improvvisato un breve discorso, condividendo con il pubblico alcune riflessioni sui processi acustici e compositivi del progetto, offrendo così uno sguardo autentico e umano sul dietro le quinte del suono.
A introdurre l’evento è intervenuta la storica dell’arte Liliana Spadaro, già curatrice della Rome Art Week, che ha illustrato i legami tra Contemplation e le nuove tendenze dell’arte contemporanea.
La chiusura in bellezza è stata affidata alla raffinata DJ set di Flaxsa, che ha trasformato la contemplazione in ritmo, sigillando la serata in un’atmosfera sospesa tra meditazione e vibrazione sonora.
Scaletta | Contemplation (18:30–20:30)
18:50 Intervento di Patrick Paulin come direttore artistico
18:55 Intervento di Liliana Spadaro come curatrice
19:00 Intervento di Massimiliano Moschella come compositore
19:05 Intervento di Silvio Mancini come mixing engineer
19:10 Scena 1 – Kaocity | listening session pura del vinile | comparsa di Richard Brunn come Il Restauratore | esperienza spirituale collettiva di contemplazione
19:15 Scena 2 – Molecular | performance di Rozenn Corbel (danza)
19:20 Scena 3 – Microwave | performance di Andrea Polinelli (sax tenore)
19:25 Scena 4 – Metropolis | performance di Caterina Palazzi (contrabbasso)
19:30 Cambio lato del vinile | intermezzo di Patrick Paulin sulla figura del restauratore
19:35 Scena 5 – Indra | performance dei pittori Tatiana Balchesini, Massimo Di Mauro, Evakillerdog, Claudia Farrace, Rocco Salvia accompagnati da Richard Brunn, Patrick Paulin, Massimiliano Moschella, Andrea Polinelli e Rozenn Corbel | pittura, sintetizzatore, chitarra acustica, sax tenore e danza
19:40 Scena 6 – Light Cone | performance di Giada Paonessa (danza)
19:45 Scena 7 – Psycho Machine | performance di Caterina Palazzi (contrabbasso)
19:50 Scena 8 – Element | gran finale con il quartetto Andrea Polinelli, Massimiliano Moschella, Patrick Paulin e Caterina Palazzi | sax tenore, chitarra acustica, sintetizzatore e contrabbasso
19:55 Intervento di Richard Brunn come Il Restauratore
20:00 Eventuali interventi degli artisti
20:05 Saluti e ringraziamenti di Patrick Paulin
20:10 DJ set di Flaxsa
Serena Stella Petrone






