Un trionfo al botteghino e nel cuore del pubblico: il biopic su Michael Jackson conquista tutti

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Michael: per noi di Daedalus questo film di Antoine Fuqua interpretatro da Jaafar Jackson è semplicemente sensazionale.
Non solo per i numeri, già campione di incassi al botteghino, ma per qualcosa di molto più raro: Michael ha la capacità di toccare corde profonde, intime, familiari.
Guardarlo è stato come rivivere una parte della storia di ogni fans. Perché Michael Jackson non è mai stato soltanto un artista: è stato, ed è ancora, una presenza che attraversa generazioni, un simbolo che si intreccia con la memoria personale di milioni di persone.
Il racconto parte dalle origini, da quel bambino prodigio già sotto i riflettori con i  suoi fratelli, i  “Jackson 5 “
Ed è proprio lì che il film colpisce più forte: nell’immagine di un’infanzia che non è mai stata davvero tale, ma che ha dato vita a una leggenda.
La narrazione riesce a essere intensa senza risultare stucchevole, spettacolare senza perdere umanità.
A sorprendere, in modo quasi disarmante, è l’interpretazione di Jaafar Jackson, nipote di Michael. Straordinaria, potente, credibile fino all’ultimo dettaglio.
Non si tratta di una semplice imitazione: è un’incarnazione.
Ogni gesto, ogni sguardo, ogni movimento restituisce l’essenza dello zio con una precisione impressionante.
Dietro questa performance c’è un lavoro rigoroso durato anni, fatto di studio, disciplina e dedizione assoluta. Il risultato è un equilibrio perfetto tra tecnica e anima: in alcune scene la sua voce emerge con forza, in altre si fonde con quella originale di Michael, dando vita a una continuità quasi magica.
Ma è forse in sala che il film rivela la sua vera forza. Non è una visione passiva: è un’esperienza collettiva. Il pubblico non resta fermo. Si muove, vibra, partecipa. C’è chi accenna passi di danza, chi segue il ritmo con i piedi, chi si lascia trasportare come davanti a un concerto. È cinema che torna a essere evento.
La scelta di concludere il racconto nel 1988 lascia spazio a una possibile continuazione e ha già acceso il dibattito. Alcune voci lo definiscono un prodotto edulcorato o eccessivamente commerciale, ma questa lettura appare riduttiva. Chi conosce davvero Michael Jackson sa che la sua grandezza non risiedeva solo nel mito, ma nella sua profonda umanità: un uomo sensibile, amante della vita, degli animali  capace di generosità autentica., spesso fraintesa.
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Un artista che ha combattuto per affermare la propria libertà, anche contro le ombre di un’infanzia segnata da un padre severo e dominante.
Si esce dalla sala con qualcosa in più.
Non solo emozione, ma una sensazione difficile da definire, tra nostalgia e gratitudine.
Questo film non è soltanto un successo cinematografico: è un’esperienza che unisce, che scuote e che continua a lasciare il segno, anche a distanza di 17 anni dalla scomparsa di un artista vero che non dimenticheremo mai.
E forse è proprio questo il suo vero record.
Serena Stella petrone

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