Incontro di ReteSalute al Liceo Artistico Ripetta: educare alla consapevolezza, non al controllo

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Si è svolto il 17 febbraio, nella sede di Viale Pinturicchio del Liceo Artistico Ripetta di Roma, l’incontro promosso dall’associazione RetedellaSalute dedicato ai valori nutrizionali e ai disturbi alimentari.
Un appuntamento che ha scelto consapevolmente di non parlare di calorie, bilance o “pesi ideali”, ma di relazione con il cibo, consapevolezza e responsabilità.
Ad aprire e guidare l’incontro è stata l’espertissima Eleonora, che ha introdotto i temi della giornata con sensibilità e competenza, creando fin da subito un clima accogliente e partecipativo.
A seguire sono state le nutrizioniste Patrizia Andreoli e Silvia Santoloci, che hanno adottato un approccio innovativo e inclusivo: niente lezione frontale, nessuna cattedra come barriera, ma dialogo aperto e partecipazione attiva.
Gli studenti sono stati coinvolti attraverso fogliettini anonimi su cui scrivere domande, pensieri, paure e riflessioni.
Un espediente semplice ma potentissimo, capace di abbattere il timore del giudizio e favorire un confronto autentico.
Il valore del progetto di Rete della Salute risiede proprio in questo: spostare il focus dai numeri alle persone.
Parlare di nutrizione come sistema complesso che coinvolge corpo, mente, emozioni e società.
Restituire al cibo la sua dimensione culturale e relazionale, sottraendolo alla dittatura delle tabelle e degli standard.
L’associazione, guidata dal Presidente Riccardo Raccuia, porta avanti un lavoro capillare nelle scuole con l’obiettivo di prevenire i disturbi alimentari, attraverso educazione e ascolto.
Un impegno che nasce anche dalla volontà di trasformare il dolore in responsabilità collettiva, mantenendo viva la memoria di Sara Di Pietrantonio, a cui il progetto è dedicato, “Mai più Sara.”
Non un ricordo statico, ma una presenza attiva che diventa azione concreta sul territorio.
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A catalizzare nuovamente l’attenzione degli studenti è stata la testimonianza della scrittrice Serena Stella Petrone, ospite dell’incontro. Il suo racconto personale su https://www.formazionesalute.com/disturbi alimentari ha aperto uno spazio emotivo intenso nel quale molti ragazzi si sono riconosciuti.
Anche in questo caso, le domande sono arrivate tramite bigliettini anonimi: messaggi profondi, talvolta dolorosi, spesso diretti. Non curiosità superficiali, ma interrogativi autentici sulla pressione sociale, sul rapporto con il proprio corpo, sulla paura di non essere abbastanza.
Segno evidente che, quando si crea un ambiente sicuro, i giovani rispondono con maturità e partecipazione.
Uno spazio condiviso, non una lezione.
L’incontro del 17 febbraio è stato tutto tranne una lezione tradizionale. È stato uno spazio condiviso.
Un laboratorio emotivo e culturale in cui la salute è stata raccontata come equilibrio, non come controllo.
Gli studenti hanno reagito con attenzione, silenzio partecipe, applausi sentiti.
Nessun segnale di distrazione, nessuna distanza.
Al contrario, un clima di ascolto raro, costruito passo dopo passo grazie a un metodo che mette al centro la persona.
In un tempo in cui i disturbi alimentari colpiscono fasce d’età sempre più giovani, iniziative come quella di Rete della Salute dimostrano quanto sia urgente entrare nelle scuole con competenza, delicatezza e strumenti adeguati. Non per impartire regole, ma per offrire consapevolezza.
Riccardo Raccuia raccoglie e trasforma: raccoglie storie, fragilità, domande rimaste sospese, e le trasforma in prevenzione, presenza, responsabilità condivisa.
Il lavoro dell’associazione non si limita ai disturbi alimentari, ma abbraccia educazione affettiva e contrasto al femminicidio, cultura del rispetto e della parità di genere, prevenzione del bullismo, sicurezza e pronto soccorso stradale.
Un impegno a 360 gradi che mette al centro i giovani e la loro vulnerabilità, spesso invisibile agli adulti.
La salute, in questa visione, non è solo assenza di malattia, ma tutela della dignità, dell’autostima, della sicurezza personale e delle relazioni sane.
Entrare nelle scuole significa intercettare segnali, aprire spazi di dialogo, offrire strumenti concreti per riconoscere il disagio e chiedere aiuto.
Rete della Salute lavora così: creando rete tra professionisti, istituzioni e studenti, trasformando la memoria in azione e la prevenzione in cultura quotidiana.
Non interventi sporadici, ma presenza costante. Non allarmismo, ma formazione.
La Redazione

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